SACE – Focus on: l’Italia, un territorio ricco di export nonostante la crisi

Online il Focus prodotto da Sace sul tema dell'export a livello nazionale, a cura di Carlotta Fumei e Stefano Gorissen. […]

Online il Focus prodotto da Sace sul tema dell'export a livello nazionale, a cura di Carlotta Fumei e Stefano Gorissen. SACE, da sempre vicina alle realtà territoriali, ha condotto questa analisi sulle dinamiche dell’export di province e regioni italiane e delle singole specializzazioni, aggiornando inoltre la Italy Map, il nuovo tool online: https://www.sacesimest.it/italy-map#/italy-map/

Numerosi i temi approfonditi:

L’export italiano è profondamente diversificato a livello territoriale. Ciascuna provincia presenta peculiarità produttive ed è proprio tale livello di specializzazione a rendere il Made in Italy un unicum nello scenario mondiale e ha permesso la tenuta di diverse realtà territoriali nonostante la crisi.

I dati pubblicati a dicembre evidenziano per i primi nove mesi del 2020 un forte calo dell’export su quasi tutto il territorio nazionale rispetto allo stesso periodo del 2019 (-12,5%), con una dinamica meno negativa della media nel Mezzogiorno (ad esclusione delle Isole) grazie alle ottime performance dei prodotti agroalimentari e del Molise, che ha registrato una crescita delle vendite oltreconfine significativa (+31,4%).

♦ Sebbene il calo dell’export riscontrato nei primi tre trimestri del 2020, tra luglio e settembre si nota una generale ripresa delle vendite all’estero (+24,1% congiunturale), che sono tornate quasi ai livelli del primo trimestre del 2020.

♦ Lo shock pandemico ha messo ancor più in risalto le potenzialità inespresse dell’export del Mezzogiorno, potenzialità che potrebbero essere sviluppate nel prossimo futuro sia verso quelli che sono già importanti partner commerciali (come Stati Uniti, Francia e Germania), sia verso geografie ancora poco conosciute ai prodotti meridionali.

Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Toscana e Piemonte, che pur continuano a giocare ruoli da protagoniste per l’export nazionale, hanno visto un calo in quasi tutti i settori esportativi, in particolare nella meccanica e nel tessile e abbigliamento; il comparto agroalimentare, anche in queste regioni, è quello che ha saputo contenere maggiormente gli effetti negativi e in alcuni casi addirittura accrescere le proprie vendite oltreconfine.

La meccanica strumentale ha subito una contrazione in tutte le regioni d’Italia, provocando in particolare una flessione in quelle, come Lombardia e Piemonte, per le quali il settore è significativamente importante.

Alcune categorie di prodotto sono riuscite a mantenersi positive nonostante le difficoltà presenti nei settori a cui appartengono: è il caso del mobilio forlivese, del comparto moda di Arezzo, nonché dei macchinari agricoli del padovano e vicentino.

Per la presentazione completa, grafici, tabelle e dati vedi pdf allegato alla presente news.

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