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Dal 16 al 22 luglio si svolge a Luanda la fiera multi-settoriale FILDA 2013, la più importante dell’Africa Sub Sahariana. L’edizione 2012 ha avuto 700 espositori e oltre 50.000 visitatori, con 315 imprese angolane ed espositori provenienti da 35 Paesi. Quest’anno si attendono circa 100.000 visitatori.   FILDA è una fiera multisettoriale alla quale possono partecipare le aziende interessate ad aprire un colloquio B2B con le istituzioni angolane: finanziario, oil e gas, telecomunicazioni, turismo, industria, costruzioni, alberghiero, ambiente, macchinari, agricoltura, prodotti alimentari, mobili e decorazioni, cosmetica, abbigliamento e calzature, cartoleria, ricambi auto, sicurezza sul lavoro.   Nel 2012 sono state presenti, oltre all’ENI, con un padiglione di primissimo piano, anche la CF impianti di Piacenza, con una linea di filtri per l’acqua, la GRAF di Modena e la ARCADE per serramenti. Per l‘edizione 2013 saranno presenti padiglioni di paesi europei e di altri paesi come il Sud Africa, la Turchia, Il Brasile, ecc.   In questa nuova edizione l’obiettivo è avere una presenza massiccia di aziende italiane e per questo si è deciso, insieme alle Istituzioni locali, di mettere a disposizione dell’Azienda Italia un padiglione di 2.000 mq.   Ogni azienda interessata potrà così affacciarsi al mercato angolano e iniziare un cammino d’internazionalizzazione del proprio business. Oltre alla presenza con uno stand all’interno di questo padiglione, l’Associazione IT.AN offre la possibilità di creare contatti con un’agenda commerciale definita secondo il settore d’interesse del cliente.   Modulo di iscrizione Kit dell'espositore

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pubblicato venerdì 8 febbraio 2013

La vendita diretta di prodotti negli Stati Uniti

La vendita diretta di prodotti dà origine, negli Stati Uniti, a un contratto bilaterale: il venditore straniero, da un lato, e il consumatore statunitense, dall’altro. La disciplina di tali contratti presenta negli USA alcune differenze, talvolta anche spiccate, rispetto a quella vigente nei principali Paesi dell’Europa continentale di tradizione romanistica.   La maggior parte delle aziende e degli imprenditori che desiderano espandere la propria presenza commerciale in Paesi stranieri si trova quasi sempre costretta a operare una scelta tra: · procedere attraverso la vendita diretta dei propri prodotti o servizi ai consumatori locali · ingaggiare un agente · rivolgersi a un distributore in loco.   Ciascuna delle soluzioni prospettate comporterà il rispetto di specifiche normative e disposizioni locali per evitare di incorrere in investimenti fallimentari o possibili condanne a sanzioni o penali, talvolta estremamente elevate.   I contratti di vendita vengono generalmente classificati sulla base di una specifica caratteristica comune, riconosciuta non solo negli Stati Uniti, ma anche in numerosi ordinamenti giuridici stranieri: la consegna di un bene in cambio del pagamento di una somma di denaro.   Per approfondire: http://www.newsmercati.it/

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pubblicato venerdì 8 febbraio 2013

Un caso concreto: il conto riparazione

Per l'introduzione della merce nel territorio comunitario tramite importazione definitiva, con conseguente pagamento di Iva e dazio (quest'ultimo potrà essere evitato in presenza di documento di circolazione EUR 1 o ATR se il Paese di provenienza rientra tra quelli con cui l'Unione Europea ha adottato regimi preferenziali) l'impresa importatrice che effettua la riparazione a titolo oneroso riceverà la merce, debitamente accompagnata dai documenti di trasporto obbligatori del cliente (differenti a seconda della tipologia di trasporto effettuata).   Ad esempio, nel caso di trasporto su strada si tratterà dei D.D.T. o di altri documenti equipollenti, come la lettera di vettura internazionale C.M.R., i documenti doganali tipo D.A.U., documenti di transito, carnet TIR, ecc, e altri indicati nell'art. 3 del D.M. 554/2009, con causale "c/riparazione".   La merce ricevuta dovrà essere regolarmente annotata in un apposito registro tenuto ai sensi dell'art.39 del D.P.R. n.633/72. Dopo la riparazione, la merce andrà consegnata al cliente con causale "reso da riparazione", e si procederà conseguentemente allo scarico del registro tenuto ai sensi dell'art.39 del D.P.R. n.633/72.   Ai fini della fatturazione, nel caso sia stato effettuato un intervento con solo impiego della manodopera oppure con impiego della manodopera e di materiale di valore non prevalente su quello della manodopera stessa, si è in presenza di una prestazione di servizi, che deve essere fatturata non imponibile ai sensi dell'art. 9 del D.P.R.n.633/72. Nel caso, invece, in cui il valore della merce prevalga su quello della manodopera, si è in presenza di una cessione di beni dove la manodopera costituisce costo accessorio, ai sensi dell'art. 12 del D.P.R. 633/72. Il D.D.T. riporterà la causale "vendita" e nelle "Annotazioni" "merce resa da riparazione" e l'impresa emetterà fattura "non imponibile" ai sensi dell'art. 8 del D.P.R. 633/72.   In entrambi i casi il documento dovrà contenere anche l'indicazione del "valore normale" della merce spedita, che sarà indicato ai soli fini doganali, e servirà per compilare la dichiarazione doganale della merce in esportazione definitiva, dato che l'impresa ha introdotto i beni con importazione definitiva.   (da www.newsmercati.it)

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ISPI ha realizzato per il ministero degli Affari Esteriun Rapporto che analizza le relazioni economiche esistenti tra l’Italia e i paesi del Nord Africa (Egitto, Tunisia, Libia, Algeria e Marocco) e il cambiamento economico registrato in seguito alla Primavera Araba.   A quasi due anni dallo scoppio delle prime rivolte, il quadro dei paesi del Nord Africa si presenta variegato e composito. La Tunisia, dopo le elezioni del 2011, sembra avere imboccato la strada del cambiamento sotto la guida del partito islamico Ennahda. In Egitto a giugno 2012 l’esponente dei Fratelli Musulmani Mohamed Morsi è diventato il primo presidente democraticamente eletto. Tuttavia, la situazione politica del paese è lontana dall’essere stabilizzata, le tensioni politiche permangono molto forti, soprattutto sui contenuti della nuova Costituzione e cresce il timore di derive autoritarie da parte della nuova leadership. Ancora più difficile e incerta è la situazione in Libia, nonostante il recente insediamento del nuovo governo. Se la produzione energetica ha ripreso quasi a pieno regime, il paese non è ancora pacificato.   I paesi del Nord Africa sono eterogenei in termini di standard di vita e di composizione settoriale del PIL. Tunisia, Algeria e Libia rientrano nel gruppo di paesi che la Banca Mondiale definisce a reddito medio-alto, mentre Egitto e Marocco sono paesi a reddito medio-basso.   Le previsioni del Fondo Monetario Internazionale (World Economic Outlook dell’ottobre 2012) mostrano per il 2013 e 2014 una crescita economica positiva per il Nord Africa, sebbene non molto elevata e comunque inferiore a quella del decennio passato. Occorrerà comunque del tempo perché il PIL a prezzi costanti ritorni a un valore almeno pari a quello registrato nel 2010.   Per saperne di più: http://www.newsmercati.it/

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Sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 17 del 21 gennaio 2013 sono stati pubblicati il Decreto del Ministro dello Sviluppo economico del 22 novembre 2012 e l’avviso relativo al Decreto del Direttore generale per le politiche di internazionalizzazione e la promozione degli scambi, che fissano rispettivamente i criteri e le modalità per la concessione dei contributi ai Consorzi per l’internazionalizzazione.

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