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pubblicato venerdì 26 ottobre 2012

Lipsia, Beach & Boat

La fiera Beach & Boat di Lipsia annuncia il suo prossimo appuntamento con il mondo dello sport acquatico. Patrocinata dal Ministero dell'Economia e del Lavoro della Sassonia, la Beach & Boat ospiterà dal 14 al 17 febbraio 2013 nel quartiere fieristico di Lipsia aziende di charter, agenzie di viaggio, gestori di porti, marine e aree dove si praticano gli sport acquatici. Il salone presenterà dunque un'ampia offerta di prodotti e servizi dedicati all'impiego del tempo libero con attività da praticare sia in acqua che a riva, come pure la possibilità di vendita diretta in fiera.   La Beach & Boat, che rappresenta un mercato nuovo e in grande espansione nella regione, raccoglie crescenti consensi tra espositori e visitatori. Lipsia, infatti, è situata al centro del più grande cantiere paesaggistico d'Europa che si estende dalla Sassonia al Brandemburgo, sede di realizzazione di grandi bacini acquatici con un grande potenziale per gli amanti degli sport sull'acqua. L'edizione del 2012 ha raggiunto un pubblico ampio e variegato (14.800 visitatori e 140 espositori).   Coupon di risposta Prospetto     http://www.beach-and-boat.de/

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Quali Standard sono richiesti per esportare i prodotti del settore tessile, abbigliamento e accessori in Cina? La nuova versione dello Standard obbligatorio per i prodotti tessili GB 18401 - 2010 è entrata in vigore il 1° agosto 2012.   La Repubblica Popolare Cinese considera strategico il miglioramento della qualità del prodotto; tale obiettivo è inserito nei piani di sviluppo economico e sociale. La legge stabilisce la redazione di Standard nazionali per i requisiti tecnici, che devono essere unificati all'interno della Repubblica Popolare. Gli Standard obbligatori sono i GB; essi sono volti, per quanto riguarda il settore tessile, alla regolamentazione dei prodotti di interesse del consumatore. Nel gennaio del 2011, la Standardization Administration of People's Republic of China (SAC) - responsabile per la gestione, la supervisione e il coordinamento dell'attività di standardizzazione in Cina - ha approvato la nuova versione dello Standard obbligatorio per i prodotti tessili GB 18401 - 2010 (denominato National general safety tecnhical code for textile products), che avrebbe dovuto entrare in vigore il 1° agosto 2011, ma è slittata al 1° agosto 2012. Lo Standard stabilisce i requisiti per il rilascio di un attestato di conformità, che garantisce la sicurezza del consumatore per tutti i prodotti di abbigliamento. Tutti i capi importati, prodotti e in vendita sul mercato cinese devono essere obbligatoriamente sottoposti alle prove previste dal GB 18401.   Lo scopo dello Standard è, ovviamente, quello di potenziare la supervisione e il controllo sulla qualità dei prodotti, al fine di migliorarla e di definire le responsabilità volte alla protezione e alla legittimazione dei consumatori. La legge si applica ai prodotti importati e ai prodotti fabbricati in Cina, quindi produttori e responsabili dell'immissione del prodotto sul mercato cinese devono assicurare la conformità dei prodotti alla legge. Come avviene comunemente per molti Standard di prodotto, la verifica dei livelli qualitativi viene effettuata attraverso la definizione di requisiti tecnici (Standards and technical requirements) atti a determinare la qualità di un prodotto, e tramite controlli (random checking) effettuati da enti preposti. Qualsiasi operatore economico che produca o venda merce non conforme a quanto previsto dallo Standard è soggetto ai seguenti provvedimenti:   * deve interrompere la produzione o la vendita * confisca della merce prodotta o messa in vendita * multa pari all'ammontare del valore della merce illegalmente prodotta o messa in vendita (ma per una somma comunque non superiore a tre volte) * confisca delle entrate derivate da tale merce * revoca della licenza di vendita nei casi più gravi (recidiva, ripetute violazioni, etc.).     L'ente preposto ai controlli è il General Administration of Quality Supervision, Inspection and Quarantine of P.R.C., attraverso la raccolta casuale di prodotti destinati alla vendita, direttamente dal mercato, dai punti vendita o dai magazzini delle imprese. Lo Standard GB 18401 - 2010 stabilisce i requisiti per il rilascio di un certificato che garantisce la sicurezza del consumatore per tutti i prodotti di abbigliamento. I prodotti sono suddivisi in tre categorie: A. Prodotti per bambini (da 0 a 36 mesi) B. Prodotti a diretto contatto con la pelle C. Prodotti senza diretto contatto con la pelle.   E' presente inoltre un allegato relativo ad alcune eccezioni, che comprendono: Prodotti tessili d'ingegneria, come geotessili, basi in feltro impermeabili Prodotti tessili industriali, feltri per la produzione della carta, tessuti in corda, filtri in tessuto, tessuti isolanti, etc. Prodotti tessili per l'agricoltura, come tessuti per coltura fuori suolo, etc. Prodotti tessili speciali per protezione, come tessuti anti-tossici, anti radiazione, etc, Prodotti tessili a rete o in corda, come reti da pesca, cavi o corde da alpinismo Prodotti tessili per imballaggio come sacchi di iuta, pacchi postali, etc. Prodotti tessili medicali, come garze o bende etc. Tessuti per applicazioni artistiche o giocattoli con pelo Tappezzeria come stoffe e prodotti d'artigianato Tessuti decorativi per esterno come tessuti parasole Opere artistiche in tessuto Prodotti igienici usa e getta Valigie, ombrelli, etc. Tappeti.   Le ultime 4 eccezioni sono state introdotte con la nuova versione dello Standard. Lo Standard GB 18401 - 2010 presenta alcune differenze rispetto alla precedente versione del 2003: * la definizione di bambino: da 0 a 36 mesi * il range di PH per la categoria B: 4.0 ~ 8.5   * l'aggiunta delle seguenti note nella tabella requisiti: solidità: nessun requisito per prodotti greggi e candeggiati solidità: nessun requisito per prodotti tradizionali dipinti a mano (con tintura a riserva, batik, etc.)     -alla lista delle ammine vietate è stato aggiunto il 4-aminoazobenzene - ogni prodotto deve essere obbligatoriamente sottoposto alle prove previste dal GB 18401. Sul mercato italiano sono disponibili qualificati enti in grado di supportare le imprese nella certificazione dei prodotti sulla base dello Standard.

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pubblicato venerdì 26 ottobre 2012

L'economia russa nel 2012

In contrasto con la recessione che affligge molte economie dell'Eurozona, la Russia registrerà alla fine di quest'anno una crescita stabile, anche se non sostenuta. Secondo il Fondo Monetario Internazionale l'aumento del PIL dovrebbe attestarsi a +3,7% e, nel 2013, raggiungere il 3,8%.   Il prezzo del petrolio si prevede al di sopra dei cento dollari a barile per questo e per i prossimi anni, ma in calo. In questo quadro, la crisi europea e mondiale dovrebbe trasmettersi attenuata alla Russia. Probabilmente a fine anno l'inflazione sarà sensibilmente più elevata dell'anno passato (sopra il 5%), ma molto inferiore ai livelli degli anni precedenti. Fra inflazione stabile, aumenti salariali, e un credito più accessibile, è cresciuto il potere d'acquisto delle famiglie, che ne hanno approfittato per espandere i consumi. La Banca Centrale Russa potrebbe cercare di invertire la tendenza alla fuoriuscita di ingenti capitali stimolata dalla crisi internazionale, con un rialzo dei tassi d'interesse (adesso fermi all'8%). I tassi d'interesse stanno comunque aumentando di fatto per famiglie e imprese. La riduzione della liquidità bancaria, il rialzo dei tassi interbancari, e un ridotto accesso al mercato internazionale dei capitali, hanno costretto le banche private russe a richiedere interessi più alti già dalla fine del 2011.   Dopo le elezioni presidenziali, il presidente Putin ha nominato primo ministro il suo predecessore Dmitri Medvedev. Medvedev ha costruito un governo nel segno di una evidente continuità. Il primo ministro ha annunciato ad agosto che la Russia non abbandonerà tanto presto il sistema di controllo del cambio basato sul corridoio valutario (compreso fra i 31,65 e i 38,65 rubli per il paniere valutario). Questo per evitare che, come nella primavera 2012, il rublo si rivaluti eccessivamente e eroda i vantaggi degli esportatori (oppure, si svaluti eccessivamente creando problemi all'indebitamento delle grandi aziende). Come l'anno scorso, anche quest'anno si prevede che il bilancio federale russo chiuda con un significativo surplus. Fra gennaio e giugno, l'attivo ha raggiunto i 29 miliardi di euro. Il salario reale è cresciuto nei primi sei mesi del 2012 dell'11,3% rispetto all'analogo periodo del 2011. Crescono anche le pensioni (che beneficiano in maniera evidente della frenata dell'inflazione) e i redditi nel loro complesso. L'indebitamente delle famiglie è cresciuto due volte più velocemente nel semestre che nell'analogo periodo del 2011 e le spese per l'acquisto di immobili sono cresciute del 18% nel primo semestre 2012 rispetto al primo semestre 2011.     I mercati che sono cresciuti di più nel primo semestre 2012 sono quello delle verdure fresche (+43,7%), degli apparecchi fotografici (+20,0%), dei computer (+16,6%), delle automobili (+16,9%), della frutta fresca (+11,0 %). Si potrebbe osservare che il consumatore russo si orienta, secondo le possibilità economiche, verso un modello di tipo nordeuropeo, concentrato su tecnologia e salutismo. In questo contesto prosegue il costante incremento delle importazioni (+3,6% nel primo semestre 2012) a quota 145,457 miliardi di dollari. L'export, pari a 261,378 miliardi di dollari, è cresciuto del 7,3%. La bilancia commerciale rimane comunque positiva per 115,9 miliardi di dollari.   Nel periodo gennaio-luglio 2012 è proseguita la crescita nella produzione di mezzi di trasporto (+21,4%), di minerali non metallici (+8,4%), di carta e cellulosa (+5,6%), di resine e plastiche (+5,3%), di impianti elettrici (+5,2%). In positivo è anche la produzione di macchine e impianti (+3,0%), la lavorazione del legno (2,9%). Un aumento l'hanno registrato la produzione di coke, petrolio e derivati (+2,1%) e quella dei prodotti chimici (1,8%). E' scesa invece la produzione di tessili e abbigliamento (-4,8%) e quella di cuoio, pellami e calzature (-12,7%). Il tentativo di stimolare gli investimenti passa per le privatizzazioni.   Si tratta del 100% delle azioni della SG-rans SpA, del 25,5% della Aviakompanja Sibir SpA, del 20% della Apatit Spa, del 100% della Arkhangel'skij tralovyj flot SpA, del 25,5% della urmanskij morskoj torgovyj port SpA, del 100% della Permskij svinokompleks SpA, del 55% del Vaninskij morskoj torgovyj port SpA, del 25,1% della GK- 5 SpA e del 25,5% della senergostroj SpA. La politica di modernizzazione e stimolo agli investimenti privati si è concretizzata anche in un piano di promozione della digitalizzazione e semplificazione nei servizi locali e nazionali.   La principale realizzazione è stata il portale Gosuslugi che permette di accedere on line a una vasta gamma di servizi ai cittadini e alle imprese. Con 61 milioni di utenti, la Russia è già il primo paese in Europa e, secondo il rapporto WebIndex pubblicato a settembre 2012, l'importanza del web russo ha guadagnato 11 posizioni nel ranking mondiale (adesso è al 31simo posto su 85 paesi, mentre l'Italia è al 23simo). Il governo si propone di raggiungere il 90-95% della popolazione con la banda larga entro il 2020.     Gli investimenti esteri Il rapporto annuale Doing Business 2012, che misura gli adempimenti burocratici necessari ad aprire un'attività, conferma un giudizio piuttosto negativo sulla Russia (120 posto). Nella classifica regionale, le tre città migliori per aprire un'azienda sono Ulyanovsk, Saransk, e Vladikavkaz. Pietroburgo è al 22 posto, trascinata in basso dalla difficoltà di registrare le proprietà, mentre Mosca è ultima, per via delle difficoltà a costruire e degli adempimenti legati all'elettricità. Ciononostante il 3,5% degli investimenti mondiali si sono concentrati in Russia che oggi figura all'ottavo posto fra i paesi più attraenti per gli investimenti diretti esteri. La posizione della Russia nell'indice di competitività del World Economic Forum, peggiora e il paese scivola dal 63 al 66 posto su 142 paesi. Secondo il WEF, i punti critici rimangono le istituzioni, con il problema della corruzione, della protezione della proprietà e della salute. Inoltre, molto negativamente sono giudicate l'efficienza del mercato delle merci e dei capitali (rispettivamente 127 e 128 posto su 142). Anche le banche sono ritenute poco efficienti (129 posto su 142). Il paese rimane invece estremamente attraente per la dimensione del mercato: ha infatti l'ottavo posto, superando l'Italia (9).   Interscambio commerciale Secondo il Servizio federale delle Dogane russo nei primi 6 mesi 2012, il volume del commercio estero è stato pari a 406,8 miliardi di dollari, cioè il 5,9% in più che nei primi 6 mesi del 2011: le esportazioni sono state pari a 261,337 miliardi di dollari (+7,3%) le importazioni sono state pari a 145,4 miliardi di dollari (+3,6%).   Il saldo positivo della bilancia commerciale è di 115,920 miliardi di dollari (nei primi 6 mesi 2011 il saldo era stato pari a 103,3 miliardi di dollari). Per quanto riguarda i rapporti commerciali con tutti i paesi esclusi quelli della Csi, nel primo semestre 2012 l'interscambio è stato pari a 349,7 miliardi di dollari (+7,6%). Con i soli paesi della Unione europea l'interscambio è stato pari a 200,434 miliardi di dollari, il 6,8% in più che nel primo semestre 2011, e ha costituito il 49,3% dell'intero interscambio della Russia. Sempre nei primi 6 mesi 2012, l'esportazione della Russia nell'Unione Europea è stata pari a 139,934 miliardi di dollari (+8,2%) e l'importazione è stata pari a 60,500 miliardi di dollari (+3,9%). In particolare l'interscambio con l'Italia nei primi sei mesi 2012 è stato pari a 21.341,9 milioni di dollari, cioè il 5,2% dell'interscambio totale russo e il +3,4% rispetto ai valori del primo semestre 2011. La maggiore incidenza sulle esportazioni italiane in Russia nel primo semestre 2012 continuano ad averla i prodotti dell'industria manifatturiera con il 98,1%, pari a 4.537,739 milioni di euro. Le esportazioni di macchine e macchinari con 1.311,038 milioni di euro (+8,9% rispetto al primo semestre 2011) hanno una incidenza sul totale dell'export italiano pari al 28,3% e sono la prima voce. I prodotti tessili, abbigliamento, cuoio e accessori con 1.013,926 milioni di euro (+14,4%) rappresentano la seconda voce con il 21,9% percento. Nello specifico i prodotti dell'industria tessile e dell'abbigliamento con 655,070 milioni di euro costituiscono il 14,1% (+13,6%), gli articoli in pelle (escluso l'abbigliamento), con 358,855 milioni di euro, costituiscono il 7,7% del totale export italiano (+15,9%). Vengono poi le esportazioni di metalli e prodotti in metallo, con 303,824 milioni di euro e un'incidenza del 6,5% (+2,3%), quelle di mezzi di trasporto con 300,297 milioni di euro e un'incidenza del 6,9% (rispetto al primo semestre 2011 sono cresciute dell'11,5%), e quelle di mobili pari a 282,103 milioni di euro (+7,6%) con un'incidenza del 6 percento. L'esportazione di apparecchi elettrici di precisione con 277,442 milioni di euro (-6,5%) e una incidenza del 5,9% è la quinta voce, seguita da quella di prodotti chimici pari a 245,760 milioni di euro (+16,1%) e un'incidenza del 5,3 percento. Gli articoli in gomma, plastica e altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi pari a 236,965 milioni di euro (+8%) costituiscono il 5,12% del totale export italiano. I prodotti alimentari, bevande e tabacco con 215,308 milioni di euro hanno un'incidenza del 4,6% (+9,8% rispetto allo stesso periodo del 2011), nella fattispecie l'esportazione di soli prodotti alimentari è stata pari a 160,761 milioni di euro con una incidenza del 3,47% e un aumento rispetto al primo semestre 2011 del 19%, quella di bevande è stata pari a 54,547 milioni di euro con una incidenza del 1,17% e una diminuzione rispetto allo stesso periodo del 2011 del 10%. Vengono poi con il 2% del totale le altre attività manifatturiere (escluso i mobili) con 96,749 milioni di euro (+3,1%) e con una incidenza dell'1,8% i prodotti farmaceutici con 85,642 milioni di euro (+5,5%) mentre gli apparecchi elettronici e i computer con 76.240 milioni di euro (+27,2%) costituiscono l'1,6%. I prodotti agricoli, della pesca e della silvicoltura con 59,458 milioni di euro e un aumento del 7,5% rispetto allo stesso periodo del 2011 hanno un'incidenza sul totale pari all'1,28%, seguono carta, stampa editoria con 48,935 milioni di euro (1,05%, e +21,7% rispetto al primo semestre 2011).   Prospettive Un governo marcatamente in linea con quanto fatto negli anni passati non sembra in grado di affrontare con risolutezza i problemi che principalmente affliggono l'economia russa: la corruzione, la scarsa difesa dei diritti di proprietà, la cattiva qualità del sistema giudiziario, le difficoltà della concorrenza, però adotterà un corso sostanzialmente prevedibile, proseguendo la lotta all'inflazione, la stabilità del bilancio grazie alla rendita petrolifera e una cauta via di riforme che non intacchino però le rendite di posizione delle grandi aziende russe, pubbliche o formalmente private. Si prospettano due principali scenari, che dipendono dall'evoluzione della crisi economica mondiale.   1 Se il resto del mondo (l'Europa e l'Asia, inclusa la Cina, in particolare) dovessero conoscere una recessione molto forte, per l'aggravarsi contemporaneo di più elementi di difficoltà (crisi dei debiti sovrani in Europa, recessione cinese, aggravamento dei problemi del bilancio americani), la Russia risentirebbe fortemente della situazione ed emergerebbero i punti deboli di un'economia che dipende molto dal prezzo delle materie prime e dove la popolazione ha visto, negli ultimi anni, un'improvvisa disponibilità di credito al consumo. 2 Se invece, la recessione mondiale sarà più rapida e indolore, la Russia se la caverà probabilmente meglio di altri paesi, potendo approfittare di una situazione internazionale che mantiene comunque relativamente alti i prezzi del petrolio e del gas, su una crescente domanda interna, una forza lavoro educata e innovativa, e anche su un risveglio della produzione nazionale in determinati settori (auto e meccanica, ad esempio). Le ipotesi più accreditate sono che il paese continui a crescere stabilmente, ma su livelli lontani da quelli degli anni precedenti al 2008.      

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La U.S. Food and Drug Administration (FDA) accetta il rinnovo delle registrazioni contro il bioterrorismo.   Le registrazioni possono essere rinnovate utilizzando il sito elettronico della FDA http://1.usa.gov/OWAtEA oppure in via cartacea utilizzando il Form FDA 3537. La FDA suggerisce l’utilizzo del sito elettronico in quanto il metodo cartaceo comporta tempi molto lunghi.    

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UNIDO ITPO Italy, Agenzia delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale, è lieta di invitarVi al Carrefour d’Affaires et de Technologies - CAT 2012, evento dedicato allo sviluppo industriale internazionale, che si terrà a Tunisi dal 28 al 30 novembre 2012.   Nel contesto di questa fiera UNIDO e API (l’Agenzia di Promozione dell’Industria e dell’Innovazione Tunisina) coordineranno il Forum “Entrepreneurship and Employment”, durante il quale le aziende presenti potranno partecipare alla sessione di BtoB con le oltre 330 imprese tunisine registrate, al fine di avviare partnership commerciali e tecnologiche in settori innovativi con forte potenziale di crescita: meccanico ed elettronico, agro-alimentare, materie plastiche, tessile, farmaceutico e ITC.   Il catalogo delle opportunità offerte può essere consultato al seguente link: http://www.made-in-tunisia.net/b2b/cat2012/new-b2b/presentation.php.   L'evento può rappresentare un'opportunità per le aziende italiane interessate a sviluppare investimenti e partenariati con gli operatori locali, in quanto offrirà un’importante occasione per far conoscere le caratteristiche dell’impresa tunisina e per dare maggiore visibilità ai vantaggi competitivi offerti dalla Tunisia come base regionale di produzione e di esportazione nell’area.   La fiera sarà aperta dalla “Conference on Youth Entrepreneurship in Tunisia and the MENA Region”, nella quale interverrà interverrà il Direttore Generale UNIDO Kandeh Yumkella, affiancato dai più alti rappresentanti di importanti istituzioni quali Banca Mondiale, Banca di Sviluppo Africana, Banca Europea di Investimenti e Commissione Europea.   La partecipazione è gratuita. Per registrarsi all’evento, compilare la scheda di pre-adesione on-line al seguente link: http://www.unido.it/form/cat2012.php.

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